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Quando si diventa sposa o sposo?

Dinamiche emozionanti (ed emozionali) di una futura sposa

Quando ripenso al mio matrimonio, la primissima immagine che si materializza davanti ai miei occhi è quella della Proposta… vedo me in abito lungo sul lungomare di Napoli che rido, sorrido e chiedo “ma davvero?”.

Vedo anche il mio fidanzato (ora marito amatissimo) emozionato e incredulo che cerca una spiegazione logica e umana alla mia reazione!

Ebbene si, se penso al mio matrimonio, la memoria va prima di tutto alla proposta di matrimonio.

Ma andiamo con ordine.

Prima di iniziare questo lavoro, in un matrimonio sono stata tante cose: damigella, invitata semplice, invitata speciale, ho assistito alla preparazione e all’organizzazione, sistemato il velo della sposa, e mi sono sempre chiesta quando si diventa a tutti gli effetti sposa o sposo, il giorno delle nozze quando iniziano i preparativi di trucco e vestito, quando comincia la celebrazione o quando finalmente l’emozione cede il passo alla festa e tutte le tensioni si sciolgono?

Con il tempo ho capito che ci sono emozioni indescrivibili, così forti e intime che quasi facciamo fatica a spiegare, non per gelosia, discrezione o riservatezza, ma semplicemente perché se non si è vissuto di persona si fatica a capirne il vero valore.

È inevitabile quindi pensare che quando si riceve La proposta di matrimonio diventa subito una Sposa o uno Sposo: prima della scelta della data, prima della lista degli invitati, prima dei fiori, e prima ancora della prova Abito!

Per questo penso che nell’istante in cui lui o lei con tono di voce deciso (o tremante) per l’emozione pronuncia frasi come “vuoi passare il resto della vita con me” o “vuoi sposarmi” o “cosa ne dici di invecchiare insieme” o molte altre formule standard o fantasiose, si viene travolti da una vera valanga di sensazioni, spesso anche in disaccordo fra loro… (come dicevo, io ho riso e anche tanto).

Probabilmente l’emozione lascia posto alla commozione che a sua volta trasmette quel pizzichìo sulla punta del naso come se si fosse esagerato col peperoncino o col wasabi e in un attimo, forse anche prima di avere il tempo di prendere la mano, le lacrime iniziano a scorrere rigogliose e senza sosta.

Insomma, un po’ come Elsa quando con un gesto deciso e fiero delle braccia, lascia che un abito da sogno, brillante e color ghiaccio, con strascico degno di un red (ice) carpet, l’avvolga per affrontare il nuovo ruolo di regina.

È così che a volte immagino la scena della proposta! 

Forse quest’immagine può sembrare piuttosto fantasiosa o poco reale e irriverente ma sono certa che la stragrande maggioranza delle coppie che si accingono al matrimonio, non l’hanno deciso a tavola o mentre uno dei due fosse alle prese con i lavori casalinghi o magari mentre si sta preparando la lista della spesa, inserendo la decisione fra i cereali e il detersivo per il parquet!

Qualora esistessero coppie che hanno deciso di sposarsi con queste o altre modalità quotidiane, vorrei conoscerle e capire come hanno reagito e gestito le emozioni.

Eppure, da grande, quando ancora non avevo incontrato la persona che realmente mi avrebbe fatto una proposta di matrimonio, organizzando ogni dettaglio possibile per rendere emozionante e meraviglioso quel momento, ho iniziato a emozionarmi alla sola idea.

La mia attenzione ha iniziato ad essere catturata da immagini di fiori e allestimenti, mise en place e palette color, abito da sposa.

Partecipare a un matrimonio ha iniziato seriamente a emozionarmi…guardare lo sguardo agitato e commosso dei genitori, la concitazione prima che la sposa faccia il suo ingresso…, ma il mio preferito rimane tutt’ora lo sguardo dello sposo che aspetta l’arrivo della sposa e in effetti la magia è tutta lì.

Forse è stato quello il momento in cui ho iniziato inconsciamente a tracciare il percorso che oggi per me è diventato una professione, quando ho capito che le emozioni sono concrete e reali, ci fanno sognare ma è nella realtà che si esprimono alla perfezione.

 

Quindi alle future spose, quelle che hanno appena ricevuto la proposta e stanno iniziando i preparativi, dico che è fondamentale arrivare al giorno del matrimonio con la stessa sensazione e le stesse emozioni provate all’inizio.

 È quello l’unico modo per vincere l’ansia della perfezione, l’imprevisto che (fidatevi) arriva sempre, la sensazione di aver sbagliato o dimenticato qualcosa: emozionandosi!

 

Perché essere spos* è faticoso ed emozionante al tempo stesso!